Comunicare le sconfitte

In coda al mio post sulla chiusura di Uannabe, scrivevo: «Sono invece un po’ perplesso dalla scarsa comunicazione di H-Farm, in particolare quando le start-up non riescono a spiccare il volo ma vengono, giustamente, chiuse. Credo che comunicare anche le sconfitte sia molto importante per chi di mestiere scommette sulle idee».
A due settimane dalla chiusura, sul sito di H-Farm non c’è alcuna comunicazione in merito, nella pagina che elenca le aziende incubate invece, sul logo di Uannabe è stata aggiunta un’etichetta recante la scritta “write-off” (svalutato/cancellato in termini contabili) ma ancora non si trova alcun commento nella scheda dell’azienda.

Uanna
Nel frattempo un breve articolo della Tribuna di Treviso ripropone la notizia e riporta la dichiarazione ottenuta, immagino al telefono, direttamente da H-Farm:

«Il momento era poco propizio e le aziende che cercano candidati hanno ristretto i budget facendo venire meno i profitti», fanno sapere da H-Farm, struttura all’interno della quale sono stati fatti rientrare i 5 addetti impiegati in Uannabe.

Decisamente scarno come comunicato, buono per una qualsiasi delle molte start-up della scuderia di Riccardo Donadon. Volendo fare uno sforzo di decrittazione, pare che il punto debole del progetto sia stato il timing – il momento era poco propizio – pertanto possiamo desumere che tutto il resto fosse stato pianificato e messo in pratica correttamente. Peccato! Se veramente è stato sbagliato solo il timing (ma di questi tempi non si dovrebbe iniziare un bel nulla), è un vero peccato che si sia chiusa così repentinamente l’avventura di Uannabe.

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