Il rimborso IVA che non cambia verso

Le ultime modifiche introdotte nella legge di stabilità 2015 in materia IVA hanno fatto esplodere il panico tra molti imprenditori con pochi denari a disposizione (Iva, l’allarme delle imprese: da split payment e reverse charge mancati incassi mensili per 2 miliardi).

Con uno Stato che riscuote a breve ma paga con molto comodo, è comprensibile la decisione di Confindustria di presentare un ricorso alla UE.

Da questo intervento il Governo punta a garantirsi una copertura di 780 milioni, per cui sorge legittimo il sospetto che non ci sia alcun interesse a neutralizzare il credito IVA con un meccanismo simile a quello in uso per gli esportatori abituali (Plafond), che potrebbe essere una soluzione #cambiaverso.

Del resto, leggendo l’interessante articolo di Benedetto Santacroce, emerge anche il sospetto che il Governo abbia sovrastimato l’importo delle frodi carosello che verrebbero neutralizzate con l’introduzione del reverse charge.

Quello che sicuramente è certo, Santacroce lo condensa magistralmente nella frase che chiude il suo articolo:

Insomma, comunque si risolva la questione, qualcuno in un modo o in altro dovrà subirne gli effetti.

 

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